La mia giornata iniziava con una tazzina di caffè e la solitudine abituale.
Sono uno spazzino: ho la ramazza, il grosso sacco e passo le giornate a pulire il parco vicino alla stazione.
Raccolgo le foglie, gli escrementi dei cani, qualche siringa, carte, cartine e cartacce. Ed è così da oltre vent’anni.
Non ho studiato. Magari mi sarebbe piaciuto diventare dottore o avvocato, ma non sono mai stato molto dotato.
Mi sono spesso sentito ripetere di essere stato fortunato: cosa può volere di più un mezzo ritardato come me?
Vivo solo, ma comunque ho un tetto sulla testa ed il lavoro è assicurato.
Guardo i bimbi giocare e penso che anche un mezzo ritardato può desiderare qualcosa di più.
Vorrei una fidanzata bionda come quella del mio amico Luigi, vorrei una casetta bianca in campagna, un cane e dei bambini.
Invece ho solo la ramazza e il sacco. Ogni giorno devo ricominciare a pulire, ma nessuno si accorge del mio lavoro.
Eppure quante foglie ho raccolto in questi vent’anni!
A metterle tutte assieme ne avrei fatto un mucchio enorme ed a salirci sopra sarei arrivato sino al cielo.
Oggi sono triste .
E’ pomeriggio, ma in giro non c’è quasi nessuno.
Solo un uomo sta passando di lì.
Mi scorge e si avvicina.
Lo conosco di vista, ma non ci siamo mai rivolti la parola.
Si accorge della mia tristezza e delicatamente si informa.
Ho bisogno di confidarmi. Gli racconto della mia vita vuota, con pochi affetti ed un lavoro noioso, ripetitivo e senza soddisfazioni.
Ci siamo spostati al tavolino e dopo tanto tempo prendo un caffè in compagnia.
Mi guarda e sorride: “Sai che ogni Dio ha un posto speciale in cielo per gli spazzini? Quando ne arriva uno ,in quel posto che ci attende dopo la morte e lo accoglie con gioia e lo ringrazia. Sì, proprio così, gli dice grazie per avere tenuto pulita quella Terra che tanti non rispettano e sporcano.
Tul’hai amata e resa più bella .”
Non credo alle mie orecchie: “ Dunque, io sono speciale?”
“Certo, il tuo lavoro ti ha avvicinato al cielo e lassù ti aspetta una grande ricompensa”.
Adesso sono di nuovo felice.
Ho qualcosa di cui essere fiero e magari un giorno lo racconterà ai suoi bimbi visto che mi ha invitato a casa sua a conoscere la sua famiglia.
Finiamo il caffè. So che non sarà l’ultimo e l’amaro che mi resta in bocca è solo un piacevole retrogusto.

